sabato 12 dicembre 2009

Premio Ignobel per la pace a Obama


Krancic - Una matita non conformista
Leggi tutto...

mercoledì 9 dicembre 2009

Democrazia addio?

di Mauro Damiani, coordinatore ASNI Ticino

Dopo aver mostrato al mondo intero quanto per gli svizzeri è più importante impedire l’edificazione di minareti piuttosto di salvare il segreto bancario (questo solo perché sul tema il popolo non si è ancora espresso, ndr), il momento di dire addio alla democrazia è sempre più vicino; ne abbiamo avuto una nuova conferma dopo l’esito del voto popolare del 29 novembre scorso. Una previsione, la mia, dettata soprattutto dal fatto che il Consiglio Federale è estremamente prevedibile, soprattutto quando bisognerebbe difendere l’onorabilità del Paese. È sufficiente constata tre cosa è successo nel recente passato per farsene un’idea:
La Germania ci ha accusato di essere professionisti dell’evasione fiscale e noi ci scusiamo.
La Francia ci accusa di far rispettare le leggi internazionali e noi ci scusiamo.
Gli Stati Uniti minano il nostro segreto bancario, in quattro e quattr’otto, e noi ci scusiamo.
L’Italia paragona i ticinesi a dei mafiosi, e noi ci scusiamo.
La Libia cerca addirittura di distruggerci (proponendo spartizioni di territori NON suoi) e noi ci scusiamo.
L’allegra brigata (il Consiglio federale, per intenderci), non soddisfatta del fatto che ha potuto soltanto scusarsi del risultato del voto popolare (ma ci rendiamo conto di cosa stanno dicendo?),
suggerisce a destra e a manca (no, a destra no), che bisognerebbe rivotare almeno il numero di volte necessario a ottenere il risultato desiderato dagli altri così non ci si dovrebbe scusare.
Nel frattempo l’Unione Europea ha già fatto sapere che è ora di finirla con questa storia della democrazia diretta perché non è conforme al funzionamento dell’UE. È molto probabile che i nostri consiglieri federali proporranno a breve termine di abolire la democrazia diretta per non andare in conflitto con l’UE o con chiunque altro. Ma non abbiamo più il diritto di essere in disaccordo con qualcuno? Ad ogni modo il disegno è chiaro: abolire la democrazia diretta per farci entrare nell’Unione Europea contro la nostra volontà. È giunto il momento di fare qualcosa di concreto altrimenti ci ritroveremo ben presto al bar domandandoci come abbiamo fatto ad aderire all’UE senza essere andati a votare, occhio.

[cc] Magna Helvetia, 2009.

Leggi tutto...

Criminali stranieri: tema rinviato?

Il Consiglio degli Stati potrebbe non dibattere in questa sessione dell'iniziativa dell'UDC per l'espulsione dei criminali stranieri. Una mozione d'ordine della sua commissione delle istituzioni politiche chiede il rinvio dell'oggetto per riesaminarne la conformità ai diritti fondamentali e rielaborare un controprogetto. Si vuole inoltre "calmare le acque" dopo il voto sui minareti, ha precisato Hansheiri Inderkum (PPD/UR). Per Maximilian Reimann (UDC/AG), tuttavia, si tratta solo di una mossa tattica per ritardare il voto popolare fino a dopo le elezioni federali del 2011.

Fonte: Txt

Qualcuno mi deve spiegare come mai quando l'espulsione era prevista nel Codice penale nessuno diceva niente, ora che l'UDC vuole reintrodurla improvvisamente diventa contraria al diritto internazionale e ai diritti fondamentali! A me pare che quello che si sta facendo non è altro che mero ostruzionismo ideologico, dettato dalla paura che, se messa in votazione adesso, l'iniziativa passerebbe come una lettera alla posta! Questa non è altro che l'ennesima dimostrazione che i partiti storici (P$, PPDog e PR) sono completamente allo sbando e non rappresentano per nulla la volontà popolare. Intanto, rinviando la discussione su quest'iniziativa che, tra l'altro, ha raccolto oltre 230'000 firme in pochissimi mesi, non si fa altro che danneggiare gli Svizzeri, la Svizzera e gli stranieri onesti che vi lavorano e che vengono danneggiati dalle "pecore nere" loro connazionali.

Leggi tutto...

martedì 8 dicembre 2009

Minareti: Freysinger paragonato a Hitler su al-Jazira

Il consigliere nazionale Oskar Freysinger (UDC/VS) è stato insultato oggi durante un talk show dell'emittente qatariota al-Jazira in relazione al divieto di costruzione dei minareti. Tra l'altro è stato definito "nuovo Hitler d'Europa".

Il direttore dell'Istituto del pensiero politico islamico di Londra, Assam al-Tamimi, ha dichiarato che "Freysinger è un pericolo per il futuro della Svizzera".

Nella discussione con l'intellettuale, Freysinger, in collegamento diretto da Berna, ha difeso la posizione del suo partito affermando che esso ha condotto a una "decisione assolutamente democratica". Il paragone di al-Tamimi è inesatto, poiché "Hitler non avrebbe dato la possibilità di votare". Inoltre anche in Arabia Saudita è vietata la costruzione di chiese.

Al-Tamimi ha invece lodato i rappresentanti delle Chiese svizzere che si erano espresse contro il divieto dei minareti. Alla popolazione elvetica ha detto: "non lasciate che la reputazione del vostro paese, bello e liberale, venga danneggiata".

Fonte: Ticinonews

Non so se ridere o se piangere di fronte a queste deliranti affermazioni... 10, 100, 1000 Oskar Freysinger, uno dei pochi veri difensori della Svizzera! E chapeau, comunque, perché non tutti si sarebbero prestati ad andare in onda su Al Jazeera sapendo che sarebbero stati attaccati pesantemente!

Leggi tutto...

giovedì 3 dicembre 2009

F1: la Sauber parteciperà al campionato 2010

La FIA ha ufficializzato la partecipazione della scuderia elvetica Sauber al Mondiale del 2010. La decisione, attesa per venerdì prossimo, è stata presa dopo la conferma del ritiro della Toyota. Il team con base a Hinwil, e che tornerà a correre con motori Ferrari, deve ancora firmare il "Patto della Concordia" e poi sarà a tutti gli effetti il 13o gruppo al via del campionato. Rimangono ora da definire soltanto i nomi dei due piloti che sostituiranno Kubica (già accordatosi con la Renault) e Heidfeld (in trattativa con la Mercedes). Tra i papabili Klien, Kovalainen, Trulli e Fisichella.

Fonte: Txt

Bentornato Peter!

Leggi tutto...

martedì 1 dicembre 2009

Giù le mani dal voto svizzero!

L'approvazione dell'iniziativa popolare "contro l'edificazione di minareti" ha scatenato un putiferio a livello internazionale; sembra purtroppo che si faccia a gara a chi spara la cazzata più grossa. I Verdi svizzeri sembrano voler ricorrere fino alla Corte europea dei diritti dell'uomo contro la votazione, dimostrando così che col voto popolare si puliscono il deretano. Sembra però che gli stessi giudici della Corte siano scettici sulla possibilità di entrare in materia su un ricorso contro una votazione popolare, inoltre andrebbero prima esaurite le vie di ricorso interne, per cui tutto l'iter prenderebbe diversi anni.
Sul piano internazionale l'UE critica fortemente la votazione, mentre l'Alto commissario per i diritti dell'uomo dell'ONU la definisce discriminatoria. In Italia, il democristiano Gianfranco Fini perde l'ennesima occasione per tacere affermando che se fosse stato svizzero avrebbe votato "per garantire la libertà di culto", dimostrando di non aver capito una beneamata mazza dell'oggetto in votazione. Preoccupazione per la libertà di culto arriva anche dal Vaticano. A tal proposito, ecco una vignetta di Alfio Krancic, acuto come sempre.
Krancic una matita non conformista
Visto tutto questo sproloquiare, occorre mettere bene in chiaro una cosa: che nessuno si azzardi a chiedere di rivedere la votazione! La volontà popolare va rispettata punto e basta, tanto più che prima di metterla in votazione l'iniziativa non è stata giudicata incostituzionale! Il sovrano ha deciso, chi non è d'accordo faccia le valigie e si trasferisca in Arabia Saudita!


[cc] Magna Helvetia, 2009.

Leggi tutto...

domenica 29 novembre 2009

Comunicato Stampa UDC e GUDC Ticino - votazioni 29.11.2009

L’UDC e i Giovani UDC Ticino si felicitano del chiaro risultato scaturito dalle urne per quanto riguarda i temi federali in votazione.

Il 57,5% di SI a sostegno dell’iniziativa popolare contro l’edificazione di minareti, sono un chiaro segnale di quanto distante sia la maggior parte della classe politica dalla volontà e dai disagi dei cittadini, al contrario dell’Unione democratica di centro che ancora una volta ha dimostrato di esser l’unica a saper cogliere le preoccupazioni del popolo svizzero.

Gli svizzeri e soprattutto i ticinesi, hanno così avversato le raccomandazioni espresse dai partiti di centro-sinistra e dal Governo, e si sono pronunciati chiaramente per una Svizzera senza minareti. Uno schieramento univoco e compatto tra partiti e Governo che, pur di trascinare il popolo dalla loro parte, hanno messo in atto una campagna “antidemocratica” e “anticostituzionale” vietando l’affissione dei manifesti del comitato d’iniziativa in alcune città elvetiche. Ma tutto ciò non è servito a nulla ed il risultato è eclatante, e ciò senza tenere conto della confusione attorno al “diciamo sì all’iniziativa per dire no ai minareti”, che ha portato parecchi sostenitori dell’iniziativa a scrivere erroneamente NO sulla scheda di voto.

In merito all’iniziativa per un “divieto di esportare materiale bellico", ha prevalso il buon senso in seno alla popolazione che in un momento di crisi ha preferito non mettere a rischio decine di migliaia di posti di lavoro e soprattutto ha posto un freno alle smanie antimilitaristiche dei partiti di sinistra.

Per quanto riguarda la votazione cantonale per uno sgravio fiscale dello 0,5% alle persone giuridiche, non possiamo che esprimere delusione. Si trattava, infatti, di un’occasione per dare un segnale alle aziende in difficoltà in questo momento di crisi, invece la Sinistra ha prevalso. Una sinistra che impersonando Robin Hood ha confuso le carte in tavola, facendo credere erroneamente ai ticinesi che uno sgravio fiscale alle aziende era uno sgravio a favore dei ricchi.

Pierre Rusconi, Presidente UDC Ticino

Lara Filippini, Presidente Giovani UDC Ticino

Leggi tutto...

Voto: due "no" ticinesi

Bocciati sgravi fiscali e aumento della durata delle legislature

I ticinesi hanno detto due volte "no" agli oggetti che erano loro sottoposti in votazione cantonale.

Hanno respinto con una maggioranza del 55,8% la modifica della legge tributaria che prevede una riduzione dell'aliquota d'imposta sull'utile delle persone giuridiche.

Con il 67,9% dei voti hanno bocciato anche la modifica della Costituzione cantonale che prevede l'aumento da quattro a cinque anni del periodo di elezione degli organi cantonali e comunali. La partecipazione al voto è stata del 47%.

Ticinonews

Leggi tutto...

In Svizzera non sorgeranno nuovi minareti

A larga maggioranza i cittadini svizzeri hanno deciso oggi di vietare la costruzione dei minareti, ma non l'esportazione di materiale bellico

A larga maggioranza i cittadini svizzeri hanno deciso oggi di vietare la costruzione dei minareti, ma non l'esportazione di materiale bellico. Stando ai risultati definitivi, il finanziamento speciale del traffico aereo è inoltre stato approvato chiaramente.

A dispetto dei sondaggi, l'iniziativa contro l'edificazione dei minareti in Svizzera è stata sostenuta dal 57,5% dei votanti. A contribuire al risultato sorprendente vi è probabilmente l'elevata partecipazione al voto, che ha raggiunto quasi il 54%. In Ticino la modifica costituzionale è stata accolta dal 68%, nei Grigioni dal 58,6%. Soltanto quattro cantoni hanno optato per il "no": Ginevra, Neuchâtel, Vaud e Basilea Città.

Col testo accolto oggi, sono diciassette le iniziative approvate dal popolo e dai cantoni dal 1891. Per l'Unione democratica di centro (UDC), si tratta della quinta vittoria "solitaria" alle urne negli ultimi cinque anni contro gli altri partiti di governo.

Come previsto e già successo nettamente nella votazione del 1997, l'iniziativa contro l'esportazione di materiale bellico non ha raccolto una maggioranza: ha detto "no" il 68,2% dei votanti. Tutti i cantoni hanno respinto il testo: in Ticino il tasso di contrari è stato del 62,4%, nei Grigioni del 67,9%

Per quanto riguarda il finanziamento speciale del traffico aereo, il decreto federale non ha suscitato grosse discussioni: ha detto "sì" il 65% dei votanti. Tutti i cantoni hanno accolto la modifica costituzionale: in Ticino i favorevoli hanno raggiunto il 63,3%, nei Grigioni il 65,4%.

Fonte: Ticinonews

Leggi tutto...

Il 69,5% dei ticinesi non vuole i minareti

Mancano solo 17 comuni. E anche a livello svizzero l'iniziativa contro la costruzione di minareti potrebbe essere approvata

Dopo lo spoglio dei voti in 152 comuni ticinesi (ne mancano 17) ecco i primi dati sulle votazioni federali odierne. I dati definitivi dovrebbero essere noti verso le 14.30.

Ebbene in Ticino l'iniziativa contro l'edificazione dei minareti è nettamente accettata (69,5% di si). Una percentuale bulgara, quella sull'iniziativa antiminareti, che a Biasca è stata accettata addirittura dal 73% dei votanti.

Il divieto di esportazioni di armi è bocciato (vincono i "no" con il 63% dei voti). E vincono invece i "si" nel voto sull'uso dell'imposta sul kerosene (62,1%).

Nelle due votazioni a livello cantonale sono infine in vantaggio i "no" sia nel voto sulla riduzione dell’aliquota d’imposta sull’utile delle persone giuridiche (56,8%) sia in quello sull'aumento da 4 a 5 anni del periodo di elezione (67,6%).

I dati a livello svizzero

L'iniziativa contro la costruzione di minareti potrebbe essere approvata sia dal popolo, sia da una maggioranza dei cantoni, stando a una prima tendenza rilevata dall'istituto gfs.berna per conto della SSR. Non è però ancora stata calcolata in modo preciso la quota dei "sì".

Stando alle prime tendenze, l'iniziativa contro l'esportazione di materiale bellico verrebbe invece bocciata. Anche in questo caso non è ancora stata precisata la quota dei favorevoli e dei contrari. Il finanziamento speciale del traffico aereo dovrebbe invece essere accettato senza problemi.

Fonte: Ticinonews

Leggi tutto...

Leuthard: un errore la rinuncia a quote

Il Consiglio federale ha sbagliato valutando che, a causa della crisi, molti cittadini europei sarebbero rientrati nei paesi d'origine. In maggio si sarebbe dovuta decidere l'introduzione di quote per i lavoratori dell'UE, ammette Doris Leuthard in interviste apparse su Sonntagsblick e NZZ am Sonntag. La clausola di salvaguardia, prevista dagli accordi con Bruxelles ma alla quale il Governo ha rinunciato, "avrebbe tenuto qualche migliaio di persone" fuori dal nostro mercato del lavoro. All'inizio del 2010, l'Esecutivo intende dunque valutare come ridurre l'attrattività della Svizzera.
No, buongiorno! E se ne accorge 6 mesi dopo Occhigrandi Leuthard?! Siamo in mano a una banda di incompetenti!

Leggi tutto...

mercoledì 25 novembre 2009

Licenziato perché nazionalista!

I media riportano oggi la notizia del licenziamento nei confronti di un dipendente del settore della logistica di Novartis, reo di essere iscritto al PNOS, il partito dei nazionalisti svizzeri ed etichettato sbrigativamente come "partito di estrema destra". Al di là del fatto che sfido chiunque a trovare qualcosa di estremista nel programma politico del partito, resta il fatto che a quanto pare in Svizzera non si è liberi di manifestare le proprie idee politiche e che, anzi, si perde addirittura il posto di lavoro per queste. Le idee di quest'uomo sarebbero "incompatibili con l'etica di Novartis": mi si spieghi come delle idee politiche, di destra o di sinistra, possano essere in contrasto con l'etica di un'azienda farmaceutica...
In ogni caso, esiste un interessante precedente di un risarcimento concesso ad un dipendente licenziato perché membro del PNOS: chissà che non succeda la stessa cosa anche in questo caso!

[cc] Magna Helvetia, 2009.

Leggi tutto...

lunedì 23 novembre 2009

Sì all’iniziativa contro i minareti, no al divieto di esportazione di materiale bellico!

Il 29 novembre prossimo saremo chiamati ad esprimerci, tra i vari temi, su due importanti iniziative: l’iniziativa popolare “per il divieto di esportare materiale bellico” e l’iniziativa popolare “contro l’edificazione di minareti”. I Giovani UDC ticinesi invitano la popolazione a respingere la prima iniziativa per non mettere a rischio un importante settore dell’economia elvetica e ad accettare la seconda per dare un segnale importante contro l’islamizzazione strisciante della nostra società.
Riteniamo che l’iniziativa “per il divieto di esportare materiale bellico” vada respinta per tre motivi. Il primo motivo è di ordine economico: qualora venisse accettata, verrebbero soppressi oltre 10'000 posti di lavoro. Gli iniziativisti teorizzano una riconversione dei posti di lavoro, ma senza specificare nel testo dell’iniziativa come questa riconversione vada operata e senza concretizzare il sostegno che la Confederazione dovrebbe dare alle aziende colpite. Il secondo motivo è di ordine militare: un sì all’iniziativa priverebbe la Svizzera stessa della possibilità di produrre armi per la propria difesa, ciò che la renderebbe totalmente dipendente dall’estero in questo campo. Il terzo motivo è di carattere pratico: l’iniziativa è totalmente superflua. La Svizzera dispone già di severe leggi che obbligano le autorità a verificare ogni domanda di esportazione per prodotto e per paese destinatario. In particolare, viene verificata la situazione interna del paese in cui un’azienda vuole esportare i suoi prodotti. Inoltre, le esportazioni di materiale bellico avvengono principalmente verso altri paesi europei che, come la Svizzera, sono affiliati a diversi organi internazionali di controllo delle esportazioni; mentre l’esportazione verso paesi poveri o politicamente instabili è pressoché nulla. Siamo convinti che in realtà quest’iniziativa miri ad indebolire l’esercito per richiederne poi l’abolizione, pertanto occorre respingerla senza se e senza ma!
Per quel che riguarda l’iniziativa “contro l’edificazione di minareti” riteniamo che vada accettata per dare un segnale forte contro l’intolleranza di cui il minareto è il simbolo principale. Infatti, esso serve a marcare presenza sul territorio, a segnare l’avanzata islamica. Non serve assolutamente per professare la fede islamica, prova ne è che anche nei paesi islamici molte moschee ne sono prive: ogni musulmano potrà quindi professare la propria fede, nel pieno rispetto della libertà di religione garantita dalla costituzione. È importante non farsi attirare dalle sirene del buonismo politicamente corretto che vuole sacrificare i simboli della nostra storia e della nostra cultura in nome della tolleranza, ma che allo stesso tempo vuole permettere l’ostentazione di simboli a noi completamente estranei! Non bisogna poi farsi ingannare da chi dice che le leggi edilizie impediranno di costruire minareti in ogni dove e che le leggi contro il rumore impediranno ai muezzin di diffondere il loro appello alla preghiera dall’alto del minareto: le leggi si cambiano facilmente, un articolo costituzionale quale quello proposto dall’iniziativa è molto più efficace. Solo accettando questa iniziativa potremo evitare di trovarci in futuro di fronte a situazioni come quella di Rheinfelden, piccola città tedesca al confine con la Svizzera, in cui la comunità musulmana ha chiesto ed ottenuto di costruire un minareto promettendo di non installarvi nessun altoparlante, promessa poi infranta nel giro di pochi anni: ora il muezzin chiama liberamente alla preghiera i suoi fedeli, e nessuno può più farci nulla.
A livello federale saremo inoltre chiamati ad esprimerci sul finanziamento speciale per compiti connessi al traffico aereo. Noi giovani UDC ticinesi abbiamo deciso di allinearci alle posizioni del Consiglio federale e del Parlamento: raccomandiamo quindi di votare sì a questo cambiamento, in modo che i proventi dell’imposta sui carburanti vengano versati a favore del traffico aereo, in particolare per l’adozione di maggiori misure di sicurezza e contro l’inquinamento fonico.

Il 29 novembre saremo inoltre chiamati ad esprimerci su due temi cantonali.
Per quel che concerne la modifica della Legge tributaria che prevede una riduzione dell’aliquota d’imposta sull’utile delle persone giuridiche, raccomandiamo di votare sì. Ridurre l’aliquota dal 9% all’8.5% è indubbiamente una piccola riduzione (noi ne avremmo auspicata una più sostanziosa sia per le persone fisiche che per le persone giuridiche, così come proposto dall’UDC lo scorso anno in Gran Consiglio), ma è almeno un passo nella giusta direzione.
Sul secondo tema in votazione a livello cantonale, ovvero la modifica costituzionale per aumentare da quattro a cinque anni il periodo di elezione degli organi politici cantonali e comunali, abbiamo deciso di lasciare all’elettore libertà di voto.

Giovani UDC Ticino

www.udc-ti.ch/GUDC

[cc] Magna Helvetia, 2009.

Leggi tutto...

Chiasso. Congresso cantonale UDC Ticino. Brillante e veloce.

Si é svolto ieri a Chiasso, grazie all’organizzazione del Presidente distrettuale del Mendrisiotto, Riccardo Valsangiacomo, il congresso cantonale UDC Ticino. La scelta della sede é caduta sul teatro sociale della cittadina di confine, che ha “brillantemente assolto il compito” di ricevere e ospitare i congressisti in maniera davvero eccellente. Un congresso che si é svolto in modo molto dinamico ed é giunto alla sua conclusione in meno di due ore, evitando noiosi e lunghi discorsi, cerimonie e quant’altro di non essenziale, come a volte capita di assistere in occasioni simili.Dopo i saluti iniziali di Valsangiacomo, che ha ringraziato i presenti si é passati alla nomina alla Vicepresidenza cantonale di Piergiorgio Fornera, già membro del Gran consiglio e unico candidato alla carica. Durante i vari interventi, (vedi video sotto) non sono mancati gli attacchi al Consiglio di Stato, reo – secondo l’ UDC – di un certo immobilismo politico dinanzi alle situazioni in cui il paese é di recente confrontato. Le bordate UDC non hanno certamente risparmiato i Radicali, definiti ormai alleati del PS, come pure alcune frecce sono state scagliate contro Berna, rea di dimenticare troppo sovente il nostro cantone.

Al termine il ricco buffet ha contribuito alla riuscita della mattinata.

Intervento del Presidente UDC Ticino Pierre Rusconi



Intervento di altri congressisti.



Interventi scritti degli oratori.

Marco Chiesa : politica federale
Mauro Damiani: Azione per una Svizzera Neutrale e Indipendente (ASNI)
Lara Filippini: Giovani UDC Ticino
Eros N. Mellini: votazioni federali del 29 novembre 2009
Gabriele Pinoja: gruppo parlamentare
Relazione del presidente cantonale

Fonte: Ticinolibero

Leggi tutto...

giovedì 19 novembre 2009

Congresso cantonale UDC Ticino - 21 novembre 2009 - Chiasso

Al 21 di novembre il nostro partito si ritroverà in quel di Chiasso per il Congresso Cantonale 2009. Un anno denso di avvenimenti e dal quale è necessario trarre degli insegnamenti. L’UDC Ticinese è in una fase di rinnovamento, l’esempio del sito internet, la crescita del movimento giovanile, i contatti sempre più stretti con il partito centrale ne sono i più tangibili segnali. Da questi presupposti dobbiamo costruire il nostro futuro! Quello che ci attende è un periodo preelettorale che sfocerà nell’aprile 2011 nelle elezioni cantonali e federali. Uno scambio di opinioni è necessario per impostare al meglio le prossime scadenze. Gli insegnamenti del passato devono condizionare il nostro agire futuro. Molti gli appuntamenti che ci attendono e il Congresso è per il partito un punto di partenza dal quale iniziare la lunga corsa verso le elezioni. Vi aspetto numerosi e stimolanti, un modo per dimostrare l’attaccamento all’UDC Ticino e la volontà di intenti nella costruzione del nostro futuro. Sono certo che non mancherete di sancire l’unità e la determinazione che ci consentiranno di ottenere un risultato degno per il nostro partito.

Pierre Rusconi, Presidente UDC Ticino

Programma

Il congresso cantonale del partito avrà luogo

Sabato 21 novembre 2009, ore 10.00, presso il Cinema – Teatro di Chiasso.

Ordine del giorno

* 1. Saluto del presidente distrettuale Riccardo Valsangiacomo
* 2. Saluto del presidente cantonale Pierre Rusconi
* 3. Elezione del vicepresidente per il Sopraceneri**
* 4. Modifica statutaria per l’inserimento nella Direttiva cantonale di un rappresentante della sezione di lingua tedesca ds-SVP Tessin***
* 5. Relazioni:
* 5.1 Marco Chiesa : politica federale
* 5.2 Mauro Damiani: Azione per una Svizzera Neutrale e Indipendente (ASNI)
* 5.3 Lara Filippini: Giovani UDC Ticino
* 5.4 Eros N. Mellini: votazioni federali del 29 novembre 2009
* 5.5 Gabriele Pinoja: gruppo parlamentare
* 6. Relazione del presidente cantonale
* 7. Eventuali

** Per questa trattanda solo un nominativo è giunto in tempo utile per la candidatura, nella persona del già deputato in Gran Consiglio, Piergiorgio Fornera.

*** La sezione di lingua tedesca ds-SVP Tessin chiede di aggiungere all’art. 17.1 degli statuti: "un delegato della sezione di lingua tedesca “ds-SVP Tessin"

Seguirà un aperitivo offerto dall’UDC Ticino.

Ci auguriamo di potervi salutare numerosi!

udc-ti.ch

Leggi tutto...